Siracusa: Formazione continua dei giornalisti su “Italia-Libia”, l’intervento della giornalista Sorbera

Un’intera giornata per discutere sull’importanza del ruolo delle donne nella Governance e nelle amministrazioni locali. Questo il tema del convegno, valevole per la formazione continua dei giornalisti, svoltosi a Siracusa presso al The Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights, e dal titolo  “Italia – Libia. I tre orizzonti della governance locale: donne protagoniste del buon Governo locale, competenza amministrativa, sviluppo territoriale”

“Il dibattito sulle nuove forme di democrazia dal basso è indubbiamente incentrato sul recupero del concetto di partecipazione.  Prima di parlare di partecipazione è fondamentale porci una domanda:

Cosa vuol dire democrazia? La democrazia è una forma di governo in cui il potere viene esercitato dal popolo, direttamente o indirettamente, tramite rappresentanti liberamente eletti. Se non ci fosse partecipazione, dunque, non ci potrebbe essere nessuna forma di democrazia.

Il dibattito sulle nuove forme di democrazia dal basso oggi, nasce dalla contemporanea crisi, non solo della democrazia rappresentativa ma anche dei tradizionali strumenti di democrazia diretta (referendum, petizioni, ecc..). Strumenti considerati la deroga alle forme “ordinarie” di democrazia rappresentativa.

La democrazia rappresentativa, classicamente intesa, può funzionare bene in uno Stato nel quale, dopo l’esito di una determinata votazione, la stessa democrazia dà valore ad una comunità tollerante, coerente, rispettosa e anche aperta al dialogo” così l’inizio dell’intervento della giornalista Sorbera che spiega: “La crisi delle ideologie, la crisi delle appartenenze, il passaggio da un “impegno politico esasperato” ad un “impegno politico disorientato”, l’attitudine a far prevalere gli interessi privati su quelli collettivi, la moltiplicazione dei centri di produzione normativa: nazionali e sovranazionali che producono poca chiarezza, l’eccessiva frammentazione del tessuto sociale, sfruttata da populismi o da presidenzialismi. Il privilegiare la strategia per cui il dissenziente abbandona l’organizzazione per un’altra, anziché confrontarsi al suo interno. Aggiungerei: lo spirito rinunciatario, la mancanza di coerenza. Tutti questi fattori, producono un sistema inadatto a rispondere alle esigenze di una democrazia pluralista. Una società in cui, però, i bisogni degli appartenenti alla comunità si fanno più puntuali, concreti e pressanti.  La mancanza “dell’esserci” io la chiamerei così, accompagna la crisi delle istituzioni democratiche rappresentative e a ben guardare, caratterizza il declino della pratica della partecipazione”.

L’incontro è stata anche l’opportunità per uno scambio di idee e relazioni tra 2 mondi legati comunque dalla politica, dalla cultura e da attività sociali.