Pachino: i consiglieri di opposizione denunciano: “spariti i soldi dei tributi”

Spariti i soldi dei contribuenti di Pachino. I tributi che hanno versato  i cittadini si sono volatilizzati per le scelte scellerate di questo sindaco che con imprudenza, nel 2015, ad un anno dal suo insediamento,  ha affidato la riscossione alla Mazal Global Solution, subentrata all’Aipa violando il contratto di affidamento del servizio di gestione dei tributi che non prevedeva cessioni e subappalto”. A denunciarlo alla vigilia del consiglio comunale sono i consiglieri di opposizione Corrado Quartarone, Corrado Nastasi, Giuseppe Lupo, Massimo Guarino,  che hanno più volte chiesto all’amministrazione Bruno di quantificare a quanto ammonta il buco lasciato dalla società con sede a Milano, nello stesso domicilio dove operava l’Aipa.

“La questione dell’Aipa è finita nel mirino della Procura di Milano che già nel 2014 scoprì tre casi di bancarotta collegati al business della riscossione delle tasse. Un buco milionario commesso ai danni di 800 Comuni, compreso quello di Pachino.  Poi non contenti della fregatura incassata da Aipa, il sindaco di Pachino, dal 2015 in poi senza andare a gara d’appalto, ha affidato alla Mazal Global Solution la riscossione. Risultato? Nelle casse comunali non hanno versato un solo centesimo.  Ma quel che è maggiormente sconvolgente, così come scrivono i revisori contabili, è che sul sito del Ministero all’Economia, la società risulta cancellata. L’operazione truffaldina – affermano i  consiglieri – carte alla mano potrebbe oscillare tra i 5 ed i 7 milioni di euro. Il Collegio dei revisori ha messo in mora l’amministrazione Bruno chiedendo il rendiconto, contabilità mai arrivata. A fronte di un fatto così grave, perché dovremmo votare il rendiconto?  E sulla gestione 2017 che ha presentato un disavanzo di amministrazione di 13 milioni e mezzo? Cosa significa: che questo debito deve essere ripianato in due modi: tagliando i servizi o aumentando le tasse.

Sul bilancio in piena crisi finanziaria, non siamo disposti a dire sì a feste, festine e sagre. In queste condizioni poco trasparenti – concludono i consiglieri – è meglio andare a casa e consegnare la nostra denuncia alla Regione. Non possono essere i pachinesi  (debito medio per abitante € 1019,22) a pagare con i loro soldi le nefandezze di questa amministrazione”. L’opposizione inoltre definisce “arrogante” l’atteggiamento del sindaco Bruno e del presidente del consiglio comunale, Salvatore Borgh per la riconvocazione dell’Aula in seduta urgente a distanza di una settimana. “Non può scaricare le sue colpe sul Consiglio – conclude il documento – si dimetta per la salvezza di Pachino”.