Politica

Liberi consorzi: il Presidente sarà eletto direttamente dai cittadini? Sarà recepita la normativa nazionale? E’ caos!

Nella fibrillazione di Palazzo D’Orleans, alle prese con riforme varie e in preda al panico indotto dalla crisi economica imperante e la disoccupazione ormai cronica, la riforma che era stata definita “epocale” (ma che davvero così epocale non sembra agli occhi di molti!) torna ancora una volta sul banco delle discussioni (o meglio, non aveva mai smesso di esserci!!). Ma nelle diatribe in questi ultimi giorni non si discute se questa possa a buon diritto essere chiamata epocale; la disquisizione delle ultime ore riguarda l’eleggibilità del Presidente: avanza, infatti, dalle opposizioni la richiesta della possibilità, da parte dei cittadini, di eleggere direttamente il Presidente dei Liberi Consorzi e Città Metropolitane. Si schiera a tal proposito anche il parlamentare del PD Panepinto che ha già presentato un ddl che si basa, oltre che sull’elezione diretta del Presidente del Libero Consorzio, su altri 4 punti fondamentali:  istituzioni di nove Liberi Consorzi di Comuni; decentramento amministrativo di compiti e funzioni oggi in capo alla Regione; eliminazione di tutti gli enti intermedi; istituzione delle Città Metropolitane di Palermo Catania e Messina. “So di andare controcorrente, ma preferisco essere criticato piuttosto che sostenere ciecamente una riforma che rischia di creare più contraddizioni di quelle che risolve” così commenta Panepinto. “Partiamo da un presupposto – aggiunge – la riforma delle Province, in Sicilia come in Italia, nasce principalmente da un’esigenza di spending-review. Ma l’obiettivo del contenimento della spesa si ottiene eliminando enti inutili, strutture intermedie e duplicazione di funzioni: senza una riforma incentrata su questi punti, non solo non si risparmierà ma non si elimineranno molti di quei lacci burocratici e amministrativi che soffocano la Sicilia”. A differenza di molti, poi – continua Panepinto – credo che il ‘costo’ dell’elezione diretta del Presidente dei Liberi Consorzi possa determinare un risparmio globale più forte, dal momento che un presidente democraticamente eletto e investito dal mandato popolare potrà avere molta più capacità di incidere sul fronte del risparmio e dell’efficienza di quanta ne possa avere un sindaco eletto da altri sindaci, che inevitabilmente sarà portato all’arte della mediazione per mantenere quella carica”. Ma la questione non è tutta qui, anzi, c’è un altro punto che divide ancor di più i parlamentari all’Ars, soprattutto fra le fila dell’opposizione: cresce sempre di più il fronte per mettere da parte il ddl del governo regionale e votare il recepimento della norma nazionale. Il braccio di ferro è solo all’inizio.  Il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone ha pronto il testo del ddl per applicare in Sicilia la riforma Delrio sulla nuova definizione di funzioni e competenze delle province regionali, e buona parte dell’opposizione è pronta a votarlo. l governatore Crocetta, però, non demorde ed ha ribadito l’intenzione di andare avanti con il ddl sul Liberi consorzi, che peraltro era stato uno dei tasselli principali del suo programma elettorale. Adesso, comunque, bisognerà aspettare che finiscano le elezioni regionali di Siracusa; la proposta di Ardizzone sarà infatti presentata solo dopo il 5 ottobre. E intanto fa ancora eco la notizia secondo cui sono appena otto i Comuni  che hanno chiesto il distacco dalla vecchia Provincia e che adesso dovranno attendere la consultazione popolare. Dov’è finita dunque la legge che avrebbe dovuto ridisegnare i confini della Sicilia e consentire ai territori di organizzarsi in base alle proprie esigenze? La riforma di Crocetta andrà avanti?

Ilaria Greco

 ars wikipedia

 

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