IN Melilli e Acquanuvena Onlus di Avola: sodalizio in nome della tutela ambientale

Domenica 3 febbraio un gruppo di escursionisti dell’Associazione Acquanuvena Onlus di
Avola e una rappresentanza della sezione Italia Nostra Melilli, promotrice insieme a
Carmelo Sgandurra dell’evento, si sono dati appuntamento per la scoperta dell’area verde
del fiume Mulinello, del villaggio Timpa Ddieri, e dell’Area Archeologica in contrada
Petraro, risalente all’età del Bronzo antico. Un piccolo lembo di terra di rara bellezza e
dall’importante significato storico ed archeologico, nel territorio del Comune di Melilli, a
ridosso del confine con il comune di Augusta.
A guidare gli escursionisti una rappresentanza dei giovani del progetto “Il turismo per la
difesa e lo sviluppo del territorio”, voluto da Legambiente Melilli e cofinanziato dalla
Presidenza del Consiglio, Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale.
Simona Saraceno, Federica Formica, Roberta Sutera, Michele Sutera, Gaetano Serio e
Stefano Incontro hanno presentato la Cooperativa Sociale “Timpa Viva” che si occuperà
della difesa e della tutela del territorio e di favorire la valorizzazione, l’accessibilità e la
fruizione del patrimonio culturale di questi siti attraverso un C.E.A.S. (Centro di
Educazione Ambientale e alla Sostenibilità), un programma di escursioni guidate ed eventi
culturali collaterali.
La passeggiata è partita dal caseggiato del già feudo San Giuliano, appartenuto alla fam.
del dott. Benedetto Matarazzo, nei pressi di Tenuta Mandre per seguire il percorso
naturalistico che da Tenuta Mandre si sviluppa lungo il Mulinello, luogo dalla
lussureggiante vegetazione, per poi risalire fino al pianoro in cui si trova l’insediamento
fortificato del Petraro.
Il gruppo di escursionisti ha potuto apprendere le caratteristiche della toponomastica
dell’area di Tenuta Mandre e le peculiarità dell’area del Mulinello e della Timpa (grazie alla
presentazione dettagliata della dott.ssa Federica Formica) prima; la storia del Petraro
(scoperta nel 1967 dal prof. Voza) e la sua struttura (ampiamente descritte dalla dott.ssa
Simona Saraceno), poi.
Sul versante nord della collina di contrada Palombara, in uno degli ultimi lembi dei Monti
Climiti, il gruppo ha potuto visitare – guidato dal prof. Giuseppe Immè, vice presidente di IN
Melilli – la “Grotta di Mastro Pietro”, nota per la duplice importanza archeologica e
naturalistica: all’interno della prima camera, infatti, è possibile ammirare tombe di epoca
sia preistorica che bizantina, con resti di pilastri e arcosoli dei caratteristici “sarcofagi a
baldacchino”; nella seconda sala, invece, stalattiti e stalagmiti colpiscono il visitatore lungo
un suggestivo percorso all’interno della montagna. Da questo luogo, come è noto, fu
cavato il materiale per il rivestimento dell’altare del Santissimo Sacramento in Chiesa
Madre, tabernacolo che per i suoi straordinari elementi distintivi non ha confronti in tutta la
storia dell’arte occidentale.
La visita a Melilli è proseguita con una ricognizione presso l’incantevole “Pirrera
Sant’Antonio”, le cui dimensioni, la peculiare luminosità della pietra bianca e la flora (che
al suo interno rigogliosa verdeggia negli spazi a cielo aperto) costituiscono uno scenario
unico del quale non si può non rimanere estasiati.

A chiudere la giornata la visita alla Chiesa Madre di Melilli per ammirare il soffitto di Olivio
Sozzi, le pale d’altare di Francesco Gramignani Arezzi e Romualdo Formosa e
l’immancabile altare del SS. Sacramento, con il peculiare rivestimento in stalattiti e
stalagmiti.
Saro Cuda dell’Associazione Acquanuvena Onlus a fine giornata ha donato alla sezione di
Italia Nostra Melilli la sua recente pubblicazione “Avola da Casale a Città – I Banni
Baronadi”, per suggellare la collaborazione e l’amicizia nata fra le due associazioni.