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Codex Festival vol.6: “solo insieme si può immaginare il futuro”

Lo scorso 16 settembre si è concluso Codex Festival vol.6, l’annuale appuntamento che si svolge a Noto con la direzione artistica di Salvatore Tringali. Il festival, organizzato Dall’Associazione Culturale Sperimentale Iblea e sostenuto dal comune di Noto, ha regalato alla città tre giorni d’arte, scambio culturale e partecipazione da parte della cittadinanza.

Per la prima volta il festival esce dal suo luogo naturale, l’ex Convitto Ragusa, per invadere altri spazi della città. Per la prima volta il festival si dota di un ufficio stampa professionistico, invita dei critici ad assistere al festival. Per la prima volta ha il patrocinio di una realtà importantissima del teatro italiano, l’Istituto Nazionale del Dramma Antico; per la prima volta mette in programma una residenza artistica, propone degli incontri di formazione culturale, collabora fattivamente con una scuola del territorio, l’istituto Matteo Raeli e per la prima volta entriamo in teatro. Tante prime insomma, e come si sa, la prima è sempre la prima, nel bene e nel male. Ma abbiamo lavorato e fatto tesoro della consapevolezza e del lavoro già sedimentato negli scorsi cinque anni. Punti fermi: la commistione dei linguaggi, la nuovissima drammaturgia, l’attenzione per gli artisti siciliani e non solo, l’attenzione per attori, attrici, registi, cineasti, cantanti, band, del territorio in un confronto costruttivo con gli artisti che provengono da tutto lo stivale e oltre.

In questi tre giorni abbiamo visto tanto e parlato molto. In questi giorni ci siamo conosciuti e abbiamo capito che ciò che ci interessa è l’interazione, il dialogo e la conoscenza delle nuove forme espressive. Non è facile portare avanti tutto questo, ma è di vitale importanza per la crescita individuale e collettiva.

Dichiara la direzione artistica: ” Al termine di questa sesta edizione di Codex Festival, desidero ringraziare tutti coloro che hanno reso unica e irripetibile questa edizione. E dunque ringrazio: l’amministrazione comunale di Noto, il Sindaco dott. Corrado Bonfanti, l’assessore alla cultura, prof. Frankie Terranova, l’assessore al turismo, avv. Giusi Solerte, e tutto il settore 8. Ringrazio la Fondazione Teatro Tina Di Lorenzo per l’ospitalità, i tecnici Bonfiglio e Favaloro per la professionalità; ringrazio l’Associazione Culturale “Amici dell’Inda” che ha sostenuto economicamente la residenza artistica; ringrazio personalmente l’avvocato Pucci Piccione che ha creduto in questo progetto e ci ha sostenuto anche con la sua presenza. Ringrazio l’INDA, ADDA, AIAP per il patrocinio, il Teatro di Donnafugata per il sostegno economico; ringrazio chi ci ha sostenuto fornendoci economie o servizi: Home Sud Home, Hotel Flora, Euro Sud, La Casa del Barocco, il Centro Pio La Torre. Ringrazio Teresa Lorefice per il supporto logistico, Aurora Miriam Scala nella veste di ideatrice della residenza artistica, che ha contraddistinto questa edizione. Ancora ringrazio Cinzia Maccagnano che si è presa la responsabilità di lavorare su Le Baccanti di Euripide co le allieve neo diplomate dell’Inda che ringrazio insieme alle ex allieve, ora ufficialmente attrici: Chiara Cianciola, Greta D’Antonio, Giulia Oliva, Maria Chiara Pellitteri, Noemi Scaffidi, Aurora Miriam Scala. Ringrazio il dirigente scolastico Concetto Veneziano, la prof.ssa Corrada Fatale, tutti gli alunni dell’alternanza scuola lavoro e i oro tutor (Francesco Di Martino e Giuseppe Portuesi). Ringrazio inoltre Francesco Scala per aver collaborato fattivamente alla residenza, tutti gli artisti in cartellone e il gruppo musicale Uzeda. Ringrazio l’Ordine dei Giornalisti, l’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro e i critici intervenuti. Ringrazio Corrado Scarnato e Giuseppe Belfiore per il sostegno l’uno e per il meraviglioso lavoro di grafica l’altro. Infine ringrazio con il cuore l’Associazione Culturale Cantina Sperimentale Iblea, e i miei più stretti collaboratori, Salvatore Serrentino anima tecnica del festival e Vincenza Di Vita ufficio stampa, moderatrice e ideatrice dei contenuti sulla formazione culturale, che ha tessuto le relazioni con il giornalino dell’Istituto Matteo Raeli e le associazioni dei giornalisti e dei critici coinvolti.”

Ch. D.

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