A 50 anni dai Fatti del’68 i sindacati contro il caporalato ed il sequestro dei fascicoli di quei “Fatti di Avola”

“Le istituzioni mettano in pratica tutti gli strumenti normativi esistenti per sconfiggere il caporalato e lo Stato renda pubblici i fascicoli di polizia di 50 anni fa”. Lo hanno chiesto, ieri mattina, dal palco del teatro Garibaldi di Avola, rivolgendosi al Presidente della Regione, Nello Musumeci,  i segretari generali nazionali di Flai Cgil, Ivana Galli, Fai Cisl, Onofrio Rota, il segretario generale Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, ed il segretario generale della Uil territoriale, Stefano Munafò.

“Quei diritti conquistati ad Avola – ha detto la Galli – devono essere mantenuti vivi. Per farlo le istituzioni devono fare rispettare le leggi esistenti e attuare tutti i protocolli siglati. E questo per contrastare tutte quelle forme di caporalato ancora presenti nelle campagne dove si continua a morire.”

“Questa giornata serve a rilanciare richieste al governo e alle istituzioni – ha aggiunto Rota – Servono azioni di sostegno al lavoro e non redditi di cittadinanza. E su Scibilia e Sigona (oggi in sala presenti le figlie del primo, Paola e Carmela, e la sorella del secondo, Grazia ndr) serve un atto del Capo dello Stato. Chiedo al governatore Musumeci di rivolgersi al Presidente Mattarella perché vengano desecretati i fascicoli per avere giustizia.”

Oggi parliamo anche di quel caporalato dei colletti bianchi – ha aggiunto Munafò- Non solo nei campi, ma anche in tanti altri settori lavorativi. Troppi lavoratori sfruttati e sottopagati.”

“Un quadro siciliano preoccupante – ha detto Pagliaro – Servono azioni di sostegno al lavoro, serve spendere tutti e meglio i fondi a disposizione. Ci sono molte difficoltà, possiamo superarle con il confronto e la programmazione. È insopportabile che decine di migliaia di giovani abbandonino la nostra terra.”

Nel suo intervento conclusivo, il presidente Musumeci ha accolto l’invito del sindacato e si è impegnato a scrivere al Capo dello Stato.

“È un diritto della famiglia – ha detto – scriverò al Capo dello Stato per chiedere di desecretare quegli atti.”

Una settimana legata alla memoria che si trasforma in nuovo impulso per la comunità avolese e sindacale.

“È un impegno costante per il sindacato unitario – hanno dichiarato Roberto Alosi, segretario generale Cgil Siracusa, e Paolo Sanzaro, segretario generale della Cisl territoriale- Usciamo da questi sette giorni con la consapevolezza di un sindacato forte, punto di riferimento sicuro per le istanze dei lavoratori. Soprattutto, portatore leale di quei diritti acquisiti con le lotte operaie e difensore strenuo dei lavoratori di oggi.”

La giornata si era aperta con la tradizionale posa della corona di fiori al cippo in contrada Chiusa di Carlo, il luogo dei tragici fatti.